{"id":8275,"date":"2020-03-02T09:00:06","date_gmt":"2020-03-02T08:00:06","guid":{"rendered":"http:\/\/aisoitalia.org\/?p=8275"},"modified":"2020-03-02T09:53:03","modified_gmt":"2020-03-02T08:53:03","slug":"un-anniversario-smemorato-rione-terra-50-anni-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aisoitalia.org\/staging1\/un-anniversario-smemorato-rione-terra-50-anni-dopo\/","title":{"rendered":"Un anniversario smemorato. Rione Terra 50 anni dopo"},"content":{"rendered":"<p>di Laura Longo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni anno a Pozzuoli, in occasione del 2 marzo, si ripete un rituale, una celebrazione, attorno a quello che la comunit\u00e0 era, e che oggi non \u00e8 pi\u00f9. Lo si tiene nelle stanze messe a nuovo, ristrutturate in colori accesi, del rione Terra, centro cittadino della Pozzuoli antica e, oggi, nelle parole degli amministratori locali e delle pagine di giornali, <em>futuro volano di sviluppo turistico ed economico<\/em>. I giorni di convegni, manifestazioni culturali e tavole rotonde si riferiscono ad un quartiere che oggi possiamo rivedere con lo sguardo dell\u2019immaginazione: \u00e8 stato murato il 2 marzo del 1970, per pericolo di bradisismo, un fenomeno di lento abbassamento ed innalzamento della terra che, in territori vulcanici, cos\u00ec come \u00e8 la grande caldera dei Campi Flegrei, non d\u00e0 luogo solo a scosse, ma pu\u00f2 generare eruzioni di letale pericolosit\u00e0<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8278 size-large\" src=\"http:\/\/aisoitalia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gru-sul-rione-visto-dal-basso-1024x575.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"575\" srcset=\"https:\/\/www.aisoitalia.org\/staging1\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gru-sul-rione-visto-dal-basso-1024x575.jpg 1024w, https:\/\/www.aisoitalia.org\/staging1\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gru-sul-rione-visto-dal-basso-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.aisoitalia.org\/staging1\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gru-sul-rione-visto-dal-basso-768x431.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Gru sul rione visto dal basso, fotografia dell&#8217;autrice<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo immaginarlo, dunque, color tufo, a picco sul mare, senza le gru che, da anni ormai, campeggiano a segnalare lavori in corso. \u00c8 la parte pi\u00f9 elevata della citt\u00e0, da cui si gode un meraviglioso panorama sul golfo di Pozzuoli, verso le isole di Procida, Ischia e Capri. Deve il suo nome, si dice, all\u2019usanza antica dei pescatori che, di ritorno verso la darsena, urlavano: \u201cTerra!\u201d, raggiungendo con la vista l\u2019altura, pregustando il ritorno a casa. In uno sforzo ulteriore, che dal campo visivo si estende a quello uditivo, dobbiamo pensare ad un vociare confuso e allegro, a volte rissoso, spesso bonario: dobbiamo pensare al rione popolato da persone, mentre oggi ci appare vuoto, aperto per i turisti e per chi, anche dai quartieri periferici di Toiano e Monterusciello, decide di seguire la funzione religiosa della domenica nel Duomo restaurato. E cos\u00ec, lo vediamo come era un tempo, collegato al resto della citt\u00e0 con numerose porte e scale, percorse quotidianamente dai suoi abitanti che rappresentavano una profonda commistione sociale, tra esponenti di un\u2019aristocrazia in via di decadenza e il popolo, artigiani, sarte, pescatori e disoccupati, nuclei familiari numerosi costretti nei bassi umidi e cavernosi \u2013 cavit\u00e0 che nascondevano la storia della citt\u00e0, dalla sua fondazione fino al periodo di splendore romano, lasciando le persone incoscienti d\u2019essere sedute sulla storia archeologica della Puteoli del passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando mi ci sono accostata con l\u2019interesse della ricerca, ormai dieci anni fa, avevo in mente il corso di Storia e Memoria seguito all\u2019universit\u00e0 con la prof.ssa Gribaudi, e mi affascinava l\u2019idea di ritrovare le <em>storie minute<\/em><a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> di quel luogo a me, ed alla maggior parte della cittadinanza, ancora precluso \u2013 il Duomo, prima parte del quartiere ad essere nuovamente fruibile alla cittadinanza, sar\u00e0 riaperto solo nel maggio 2014. \u00abLo spazio \u00e8 fatto di strade e di case, ma su questo spazio concreto si elabora un\u2019identit\u00e0 costruita a partire da cose immateriali, il linguaggio, gli odori, la memoria\u00bb<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, e allora potevo avventurarmi, con una penna ed un quaderno e l\u2019immancabile registratore, nella mia prima esperienza di storia orale. Non mi aspettavo di trovare tante persone con la necessit\u00e0 di raccontare. Ogni volta mi si presentava una versione diversa della storia, rafforzando la convinzione che ogni storico orale conosce bene: non esiste un\u2019unica storia, ma tante storie quante sono le persone che le raccontano. E tutti, a Pozzuoli, avevano la propria storia su quel luogo. Un familiare, un amico, loro stessi ci avevano vissuto, e il 2 marzo era stato \u00abperdere un po\u2019 le nostre radici\u00bb (Maria C, 1944). Ho capito, solo nell\u2019interazione quotidiana, a tratti commovente, con gli sfollati del rione, che l\u2019antica rocca \u00e8 scrigno di memoria antica per Pozzuoli, luogo di disfacimento delle ambizioni identitarie e, allo stesso tempo, simbolo di una ferita, ancora aperta, nella configurazione dello spazio urbano e sociale, che sta l\u00ec, immobile e pulsante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia del rione Terra \u00e8 la storia di Pozzuoli: primo insediamento di coloni, centro importante durante l\u2019epoca romana, cade in disgrazia nel Medioevo e riacquista valore grazie all\u2019opera di Don Pedro Alvarez di Toledo, a cui oggi \u00e8 intestata la biblioteca locale. Negli anni \u201960, il rione \u00e8 malandato, carico di persone ma povero di servizi, una <em>piaga non sanata<\/em>, come la definiva il giornalista Mario Sirpettino sulle pagine de <em>Il Mattino<\/em><a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. L\u2019ultimo censimento sui suoi abitanti \u00e8 stato condotto dalla F.U.C.I., Federazione Universitari Cattolici Italiani, che, porta per porta, animati dagli scritti di Don Milani e spronati dalla loro guida spirituale locale, il sacerdote Angelo D\u2019Ambrosio, avevano sottoposto un questionario a tutti i puteolani con residenza nel rione. Lo scopo era di impiantare una scuola popolare proprio l\u00ec, dove pareva ci fosse meno scolarizzazione e pi\u00f9 dispersione scolastica<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema che gli abitanti lamentavano e, allo stesso tempo, temevano, era la bonifica non pi\u00f9 rimandabile di un territorio considerato insalubre, e non di certo il bradisismo, una parola che si sentiva poco o niente pronunciare:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abA quell\u2019epoca, per noi, il termine bradisismo era sconosciuto. Per cui quando qualcuno pi\u00f9, diciamo, acculturato ne parlava e ci veniva detto che il suolo si stava innalzando, cio\u00e8, eravamo increduli&#8230;\u00bb (Domenico P, 1946)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSecondo me, c\u2019era cognizione che il terreno si alzava e si abbassava, punto. Non c\u2019era cognizione che quell\u2019abbassamento poteva determinare il cambiamento della loro vita\u00bb (Oscar P, 1948)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo retroscena, si arriva al 2 marzo 1970: una giornata grigia, nella memoria di molti, e dai tempi concitati, per tantissimi. Lo sgombero viene annunciato da una camionetta, mentre il sindaco, Angelo Nino Gentile, punto di riferimento per i cittadini, \u00e8 a Roma con la maggior parte della sua amministrazione per discutere proprio con il governo centrale, e non sa che la sua Pozzuoli sta per subire lo sgombero che ne segner\u00e0 la storia. Gentile viene raggiunto telefonicamente, e ricorder\u00e0:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCome si pu\u00f2, nel giro di ore, evacuare un\u2019intera citt\u00e0? Cos\u00ec all\u2019improvviso? Perch\u00e9 non mi hanno informato? Il bradisismo \u00e8 un fenomeno lento, come pu\u00f2 la terra essere impazzita d\u2019un colpo? Potevano, se sapevano, informarmi. E a mia madre? I miei? Che fare? Ho il cuore in tumulto, la testa \u00e8 un vulcano. Ma ho ancora un cervello?\u00bb<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sgombero era stato ordinato direttamente dal Prefetto di Napoli, contattato dall\u2019allora direttore dell\u2019Osservatorio Vesuviano, Giuseppe Imb\u00f2: i Campi Flegrei non erano una zona monitorata ma le avvisaglie della terra non potevano essere ignorate. Il suolo si era alzato, e i pescatori puteolani, i primi a segnalarlo, se ne erano resi conto tornando dalla pesca e dovendo abbassare la testa per poter passare sotto il ponticello d\u2019accesso alla rientranza dove lasciavano le barche. Un gesto inconsueto e, apparentemente, incomprensibile: si alza l\u2019acqua? O si abbassa la terra?<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-8277 size-large\" src=\"http:\/\/aisoitalia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Foto-Grassi-Puntillo-2-1024x728.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"728\" srcset=\"https:\/\/www.aisoitalia.org\/staging1\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Foto-Grassi-Puntillo-2-1024x728.jpg 1024w, https:\/\/www.aisoitalia.org\/staging1\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Foto-Grassi-Puntillo-2-300x213.jpg 300w, https:\/\/www.aisoitalia.org\/staging1\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Foto-Grassi-Puntillo-2-768x546.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fotografia di Antonio Grassi, dall&#8217;archivio personale di Eleonora Puntillo, giornalista de L\u2019Unit\u00e0 nel marzo 1970<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte allo sgombero, le reazioni dei puteolani sono di spavento non tanto per il rischio che effettivamente la popolazione stava correndo, in particolare nella parte pi\u00f9 fatiscente dell\u2019abitato, ma di terrore per quello che non comprendevano: perch\u00e9 scappare? Per quanto? Verso dove? Perch\u00e9 camionette delle forze dell\u2019ordine, in tenuta antisommossa, per uno sgombero di civili inermi?<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abUna baraonda, l\u2019esercito, la polizia, i carabinieri, non sapevano che dovevano fare, s\u00ec, dovevano sgomberare, ma come? Non c\u2019era stato proprio una prova generale, niente, niente, vabb\u00e8&#8230;\u00bb (Raffaele G, 1939)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNon \u00e8 che eravamo felici di andarcene dal rione Terra, perch\u00e9 non sapevamo dove ci portavano, perch\u00e9 so\u2019 venuti i militari, hanno preso la roba, hanno messo sui camion, e con destinazione\u2026 quale era poi?\u00bb (Giuseppina C, 1949)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">In poco pi\u00f9 di un giorno, il rione Terra viene sgomberato, rimane senza abitanti e viene murato per evitare possibili ritorni. I puteolani sono sfollati, con le poche masserizie possedute, in alloggi provvisoriamente disponibili, nelle immediate vicinanze \u2013 in Comuni come Licola, Giugliano, Marano \u2013 oppure nell\u2019ospedale psichiatrico Frullone, a Napoli. Trascorrono circa sette anni nelle abitazioni provvisorie, in attesa dei nuovi appartamenti a Toiano, chiedendosi se lo sgombero fosse in realt\u00e0 necessario, dal momento che nessun terremoto, tanto meno eruzione, si era verificato, e il rione Terra rimaneva immobile e inaccessibile a chi, un tempo, ci viveva.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDopo tanti anni non cadde nessuna casa. Tanti e tanti anni dopo, cadde qualche cosina, ma perch\u00e9 c\u2019erano state le infiltrazioni d\u2019acqua, ma perch\u00e9 nessuno curava\u2026 ma nessuna casa era caduta per questo, per il movimento sismico\u00bb (Domenico M, 1946)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa mia casa, prima che venisse abbandonata forzatamente da mio padre, non aveva una lesione. L\u00e0 c\u2019erano i muri maestri di circa cinquanta centimetri di larghezza, non aveva avuto una lesione\u00bb (Giulio G, 1960)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo genera uno strappo ad oggi non sanato, tra amministrazione e scienza, da una parte, e popolazione, dall\u2019altra: la mancanza di fiducia non ha permesso alla narrazione scientifica di farsi spazio nelle consapevolezze dei puteolani che, scettici, pensano con nostalgia caricata dai ricordi alla vita nel rione Terra, e a quello che pare un <em>grande inganno<\/em> perpetrato ai loro danni. Forse i puteolani sentivano, in quella paura istintiva, che non sarebbero mai pi\u00f9 tornati nelle loro abitazioni, e il tempo ha dato loro ragione. Il rione Terra, con la Legge Speciale per Pozzuoli, la 475 del 19 luglio 1971, viene dichiarato patrimonio indisponibile del Comune di Pozzuoli, tutelandola rispetto ad eventuali speculazioni. Si stabilisce lo stanziamento di fondi per costruire un quartiere in un territorio limitrofo al centro storico, quello che oggi \u00e8 conosciuto come Toiano, ed in cui, allora, sorgeva la campagna. La rottura con il passato comunitario \u00e8 totale: gli spazi si dilatano, gli edifici sono anomici, le maglie della societ\u00e0 si allargano per far spazio alla modernit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2 marzo 1970 Pozzuoli \u00e8 un <em>paese smemorato<\/em><a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> e il bradisismo coglie tutti di sorpresa: cittadini, amministratori e scienziati sono impreparati. Quando quel giorno, spartiacque della storia locale, il rione Terra viene sgomberato, in maniera frettolosa e con una decisione presa dall\u2019alto e mal comunicata alla maggioranza della popolazione, la comunit\u00e0 si disgrega: si configura un evento traumatico non per il disastro che ci si aspettava, dal momento che l\u2019eruzione non avvenne, ma per un altro tipo di catastrofe, sociale e comunitaria. Il disastro, qui, rivela tutta la sua complessa e sfaccettata natura<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>: non solo evento fisico, ma soprattutto processo multidimensionale, che abbraccia diverse sfere del vivere dell\u2019uomo e ne modifica sostanzialmente l\u2019esistenza nel tempo. L\u2019evacuazione forzata segna la storia locale e il trauma ingenerato: un trauma individuale e comunitario, sociale ed urbanistico, che apre un lutto silente nella comunit\u00e0 e segna una perdita, tanto pi\u00f9 grande quanto minore \u00e8 lo spazio dedicato ai ricordi, alla rivitalizzazione della memoria degli sfollati, che non trovano occasioni pubbliche in cui cauterizzare le ferite con il racconto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arriviamo al 2 marzo 2020. Si parler\u00e0 del passato del rione Terra, attraverso mostre fotografiche <em>ad hoc<\/em> e tavole tematiche<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>, ma \u00e8 al futuro che l\u2019amministrazione guarda, per\u00a0<i>mettere a sistema<\/i> quanto finora fatto, in maniera ancora non sufficiente per dare una risposta al territorio: i lavori sono ancora incompleti e, ancora oggi, cittadini e turisti vivono solo per limitati spazi di tempo gli stretti vicoli della rocca. Al momento, \u00e8 possibile seguire la funzione religiosa nel Duomo e ammirarne il restauro conservativo, che rende visibile le colonne del Tempio di Augusto, di epoca romana, su cui oggi sorge. Oltre a ci\u00f2, si entra nel rione per visitare gli scavi archeologici ed il Museo Diocesano, unici poli culturali, oltre a Palazzo Migliaresi, accessibili in determinate fasce orarie. Eppure ci sono soprattutto anziani, tra quelle strade, che si fermano davanti a case oggi anonime e ne ripercorrono la vitalit\u00e0. Nei loro occhi la stessa voglia di raccontare e ricostituire il tessuto dei ricordi che ho visto io, giovane studentessa di storia orale. Ancora adesso ricordo con gratitudine quei testimoni, in grado di restituire bellezza e intensit\u00e0 ad un luogo che, seppure silente, grazie a loro, parla<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-8280 size-large\" src=\"http:\/\/aisoitalia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vista-dal-rione-oggi-1024x365.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"365\" srcset=\"https:\/\/www.aisoitalia.org\/staging1\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vista-dal-rione-oggi-1024x365.jpg 1024w, https:\/\/www.aisoitalia.org\/staging1\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vista-dal-rione-oggi-300x107.jpg 300w, https:\/\/www.aisoitalia.org\/staging1\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/vista-dal-rione-oggi-768x274.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Vista dal rione oggi, fotografia dell&#8217;autrice<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Circa 40.000 anni fa viene datata l\u2019eruzione della Ignimbrite Campana, mentre nel 1538 si ebbe l\u2019eruzione che ha dato i natali al vulcano pi\u00f9 giovane d\u2019Europa, il Monte Nuovo: in entrambi i casi Pozzuoli rimase spopolata, con danni ingenti sul territorio. Per il primo caso, si veda: Mauro Rosi, Alessandro Sbrana, e Claudia Principe, <em>The Phlegraean Fields: structural evolution, volcanic history, and eruptive mechanisms<\/em>, in \u00abJournal of Volcanology and Geothermal Research\u00bb 17 (1983), pp. 273-288. Per il secondo: Emanuela Guidoboni e Cecilia Ciuccarelli, <em>The Campi Flegrei caldera: historical revision and new data on seismic crises, bradyseisms, the <\/em>Monte Nuovo<em> eruption and ensuing earthquakes: twelfth century &#8211; 1582 AD<\/em>, in \u00abBulletin of Volcanology\u00bb 73 (2011), pp. 655\u2013677.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> L\u2019espressione \u00e8 in Gabriella Gribaudi, <em>Donne, uomini, famiglie. Napoli nel Novecento<\/em>, L&#8217;Ancora, Napoli 1999.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Alessandro Portelli (a cura di), <em>Citt\u00e0 di parole.<\/em> <em>Storia orale di una periferia romana<\/em>, Donzelli, Roma, 2007, p. 7.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> <em>Il Rione Terra di Pozzuoli il pi\u00f9 popolato della Campania<\/em>, datato 30 maggio 1958, si trova in Mario Sirpettino,<em> Scritti ieri : i Campi Flegrei dal 1954 al 1975 : in 139 articoli pubblicati su Il Mattino<\/em>, Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo, Napoli, 2004, pp. 69-70.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> <a href=\"https:\/\/bradisismoflegreo.files.wordpress.com\/2013\/01\/claudio-2.pdf\"><em>Quanti, Dove, Come Vivono gli abitanti del Rione Terra?<\/em><\/a>, censimento elaborato dai giovani della F.U.C.I. (Federazione Universitari Cattolici Italiani) di Pozzuoli, gennaio 1970. Il documento \u00e8 consultabile sul sito <em>bradisismoflegreo.<\/em><br \/>\n<a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Brano di una testimonianza del sindaco Angelo Nino Gentile (1981), pubblicata in Raffaele Giamminelli, <a href=\"https:\/\/cittavulcano.files.wordpress.com\/2018\/05\/quaderno-n-10.pdf\"><em>Il rione Terra di Pozzuoli \u2013 cronaca dal 1970 al 1989<\/em><\/a>, in \u00abQuaderni dell\u2019Ufficio Beni Culturali\u00bb, 10 (2 marzo 1990), p. 86.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Emanuela Guidoboni, <em>Contro la previsione: la radice culturale del primo progetto di casa antisismica (1571)<\/em>, in Emanuela Guidoboni, Francesco Mulargia e Vito Teti (a cura di), <em>Prevedibile\/Imprevedibile. Eventi estremi nel prossimo futuro<\/em>, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2015, p. 341.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Alfredo Mela, Silvia Mugnano e Davide Olori, <em>\u201cVulnerable Italy\u201d: between academic debate and a multitude of social and political actors<\/em>, in \u00abSociologia urbana e rurale\u00bb 111 (2016), pp. 7-21.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Degni di nota sono gli sforzi del consorzio tra universit\u00e0 e associazioni locali, <em>WAVE SPICE<\/em>, che, con il coordinamento del vulcanologo Christopher Kilburn dell\u2019<em>UCL \u2013 Hazard Centre<\/em>, tenta di ricostruire il filo del discorso che connette <em>territorio<\/em>, <em>rischio<\/em> e <em>memoria<\/em>. Allo stesso tempo, l\u2019associazione culturale <em>Lux in Fabula<\/em>, con il prezioso contributo della giornalista Eleonora Puntillo, ha elaborato un archivio multimediale con immagini e video dell\u2019epoca, <em>bradisismoflegreo<\/em>, gi\u00e0 citato in precedenza e disponibile all&#8217;url <a href=\"https:\/\/bradisismoflegreo.wordpress.com\/\">https:\/\/bradisismoflegreo.wordpress.com\/<\/a>.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Sul ricordo dello sgombero del rione Terra ho pubblicato <em>Pozzuoli, 2 marzo 1970: lo sgombero del rione Terra nella memoria dei puteolani<\/em>, in Giovanni Gugg, Elisabetta Dall&#8217;\u00d2 e Domenica Borriello (a cura di), <em>Disasters in popular cultures<\/em>, Il Sileno, Rende (CS), 2019, pp. 58-75, <a href=\"http:\/\/www.ilsileno.it\/geographiesoftheanthropocene\/e-book-releases\/\"><em>open access<\/em><\/a>. Sul bradisismo del \u201970 e quello degli anni \u201980 a Pozzuoli invece rimando al mio <em>Vivere nel rischio. Popolazione, scienziati e istituzioni di fronte all\u2019attivit\u00e0 vulcanica nei Campi Flegrei (1970-1984)<\/em>, in \u00abQuaderni storici\u00bb 3\/2018, pp. 799-820.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Laura Longo Ogni anno a Pozzuoli, in occasione del 2 marzo, si ripete un rituale, una celebrazione, attorno a quello&hellip;<\/p>\n<p> <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.aisoitalia.org\/staging1\/un-anniversario-smemorato-rione-terra-50-anni-dopo\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":8276,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[715],"tags":[805,343,509,510,542,544,545,565,652,654,668],"class_list":["post-8275","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-interventi","tag-anni-70","tag-anniversario","tag-intervista","tag-interviste","tag-memoria","tag-memorie","tag-memorie-orali","tag-napoli","tag-storia-orale","tag-storia-urbana","tag-testimoni"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Un anniversario smemorato. 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