Stefania Pavan

Sono nata nel 1983 a Villorba, piccolo paese di tradizione contadina in provincia di Treviso, e dal 2007 sono un’insegnante di Lettere nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Dal 2017 faccio parte del comitato scientifico dell’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea della Marca Trevigiana.

Ho sempre subito il fascino dei racconti, già da quando, bambina, passavo ore a pendere dalle labbra delle vecchie e dei vecchi del paese che cercavano di tramandare oralmente alla mia generazione le caratteristiche di una cultura, di una società, di una lingua che stavano più o meno velocemente scomparendo. L’amore per le storie è rimasto inalterato nel tempo, segnando tutta la mia formazione accademica.

Mi sono laureata in Filologia e Letteratura italiana nel 2007 con una tesi dal titolo Villorba. Parole di oggi raccontano cose di ieri, una grammatica descrittiva del dialetto villorbese scritta a partire da interviste di argomento etnografico, i cui contenuti costituiscono una parte del lavoro.

Dodici anni più tardi, nel 2019, mi sono laureata in Storia dal Medioevo all’Età contemporanea con una tesi, anche questa basata prevalentemente sulle fonti orali, intitolata “Per stare alla pari di chi lavora”. Le Suore Operaie della Santa Casa  di Nazareth a Padova dal 1969 a oggi.

Ho partecipato alla stesura del libro a cura di Alessandro Casellato, Il microfono rovesciato. Dieci variazioni sulla storia orale (Istresco, 2007) con il saggio Tullio Telmon: “Non sono semplici parole”. Nel 2017 ho presentato al VIII Congresso della Società Italiana delle Storiche una relazione dal titolo Elena Carniato. “Par ‘ndar a far l’inferno”, sulla storia di un’emigrante trevigiana in Australia.

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