Aiso Italia
  • Home
  • ASSOCIAZIONE
    • PRESENTAZIONE
    • ORGANI E CARICHE
    • REDAZIONE
    • I TAVOLI DI LAVORO DI AISO
    • SOCI
    • ASSOCIARSI
    • STATUTO
    • PRIVACY E COOKIES
    • CONTATTI
  • RISORSE
    • BUONE PRATICHE
    • METODI
    • STRUMENTI
    • INTERVISTE SULL’INTERVISTA
    • STORIA
    • VADEMECUM ARCHIVI ORALI
    • LINKS
      • ASSOCIAZIONI
      • SITI AMICI
  • PUBBLICAZIONI
    • NOTIZIARIO
    • RIVISTA
    • LIBRI
  • SCUOLE AISO
    • SCUOLE AISO IN PREPARAZIONE
    • EDIZIONI PASSATE
17 Marzo 2026 da AISO
Iniziative

Tric e Trac: ecosistema urbano di memoria, riuso e inclusione | Modena, 21 marzo

Tric e Trac: ecosistema urbano di memoria, riuso e inclusione | Modena, 21 marzo
17 Marzo 2026 da AISO
Iniziative

Il Tric e Trac di Modena come ecosistema urbano di memoria, riuso e inclusione

Sabato 21 marzo 2026, dalle ore 15.00
presso il Centro Tric e Trac (Via Nobili, 380/a c/o Isola Ecologica Leonardo)

In occasione dell’incontro verrà presentato, in forma di intervista circolare con le volontarie e i volontari intervistati, il saggio didattico redatto dalla Classe 2025 del Master in Public & Digital History per il patrimonio culturale dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Università di Modena e Reggio Emilia, Associazione Italiana di Storia Orale e TRAME.

L’oggetto della ricerca
Attraverso interviste semistrutturate a volontari, collaboratori, donatori e frequentatori del Tric e Trac, unite ad osservazioni etnografiche e mappature spaziali, nel saggio viene restituito un quadro articolato delle pratiche quotidiane e dei significati sociali e culturali che si dipanano dal Centro. Il saggio, sviluppato nel percorso delle attività formative del Master, analizza il ruolo di questo luogo come presidio territoriale in cui il riuso degli oggetti si intreccia con percorsi di inclusione, educazione ambientale e partecipazione attiva.

Promosso dall’associazione Onlus “Insieme in Quartiere per la Città” e situato in via Nobili 380/a, il Tric e Trac è attivo da quasi vent’anni come spazio di raccolta, selezione e redistribuzione di oggetti usati. La ricerca ne documenta la dimensione relazionale e simbolica, mostrando come il centro si configuri come un “archivio orale spontaneo”: uno spazio in cui la circolazione degli oggetti media la trasmissione di memorie, competenze e visioni del mondo.

Le testimonianze raccolte documentano profili biografici eterogenei, accomunati da un rapporto significativo con gli oggetti e con la dimensione comunitaria del centro. Volontari, collaboratori dipendenti e utenti contribuiscono alla costruzione di uno spazio percepito come punto di riferimento per il quartiere e per la città: un luogo di incontro, scambio e cura, in cui ogni oggetto “ha una seconda vita” e ogni gesto contribuisce a costruire comunità. Sandra, responsabile amministrativa del centro, sintetizza con chiarezza lo spirito dell’iniziativa: “L’intento non è quello di fare guadagnare il centro di riuso, ma è quello proprio di rimettere in movimento le cose”.

Tra il riuso e la funzione educativa
Il Tric e Trac costituisce un caso studio significativo per l’analisi delle forme di economia circolare con ricadute sociali: la redistribuzione di beni a prezzi alla portata di tutti, la mediazione tra soggetti socialmente e culturalmente distanti e la produzione spontanea di solidarietà ne fanno uno spazio di esercizio di responsabilità informale. La sua collocazione topografica, a margine del quartiere residenziale e adiacente all’isola ecologica, riflette una posizione liminale che dà ben risonanza al crocevia di rapporti istituzionali e comunitari.

All’interno del saggio viene dato spazio alla dimensione pedagogica del centro: le attività dell’officina T Riparo, avviata nel 2021, il mercatino mensile di Piazza Guido Rossa, i laboratori di ciclofficina e sartoria, e l’accoglienza di studenti in difficoltà inviati dalla scuola Corni confermano la centralità del progetto come contesto non formale di apprendimento, trasmissione di competenze manuali e reinserimento sociale. Le collaborazioni con scuole, associazioni e istituzioni locali, tra cui il Comune di Modena, il Quartiere 4, la Fondazione Modena e il Gruppo Hera, attestano la capacità del centro di integrare istanze civiche e risorse istituzionali.

Il saggio
Il saggio è frutto del lavoro collettivo della Classe 2025 del Master in Public & Digital History per il patrimonio culturale dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Apparirà nel primo numero della rivista Storia Pubblica, edita dalla Associazione Italiana di Public History, con il titolo La Public History alla prova della storia orale: due esperienze di didattica co-autoriale.

Il contributo nasce da una giornata di ricerca sul campo – condotta il 31 maggio 2025 – e analizza il Centro come laboratorio civico di economia circolare, coesione sociale e trasmissione di memorie comunitarie, offrendo un contributo al dibattito sul riuso, sulla memoria materiale e sulle pratiche di sostenibilità sociale.

Una selezione dei contenuti verrà presentata in occasione dell’evento del 21 marzo 2026, in collaborazione con i volontari e la comunità del Tric e Trac.

Articoli Correlati:

Imparare dagli errori | Treviso-Venezia, 10-11 ottobre 2022

Ecco il progr...

Attraverso l'Immigrazione: memorie dell'Europa orientale

Firenze, vene...

CFP Le guerre nei Balcani e il loro retaggio

Istituto regi...

Le fonti orali per la storia contemporanea. Corso di aggiornamento per docenti | Rag...

  Il co...

Scrivere quasi la stessa cosa. Convegno sulla trascrizione

Convegno sull...

SEGUICI

Envelope Facebook Instagram Youtube Rss
ASSOCIATI!
L'INTERVISTA
BUONE PRATICHE
VADEMECUM
SCUOLE AISO
PUBBLICAZIONI
RIVISTA
Premio AISO 2023
Tavolo Permanente per le Fonti Orali
CALL FOR VIDEO
Le fonti orali - Intervista

Storia Orale

È la registrazione dei ricordi, delle esperienze e delle opinioni delle persone su ciò che hanno vissuto.

Significa incontrare persone faccia a faccia, dialogare con loro, ascoltare quel che hanno da dire, riflettere e utilizzare criticamente i loro racconti.

Consente di far sentire la voce di individui e gruppi che hanno poco ascolto o che sono ai margini della società.

Offre punti di vista originali e spesso sorprendenti sul passato e sul presente, che sovvertono, contraddicono o integrano le narrative dominanti.

È un’opportunità per salvare racconti, tradizioni orali, lingue e “arti del dire” che sono in continua trasformazione.

In Italia la storia orale ha una ricca tradizione che risale agli anni '50, ma l’Associazione Italiana di Storia Orale (AISO) è impegnata anche in nuovi ambiti come archivi orali e tecnologie digitali, e public history.

 

Contatti
Privacy & Cookies