Le Scuole di storia orale in Italia | Vademecum e Resoconto

In occasione del seminario Le Scuole di storia orale in Italia: esperienze e proposte, è stato presentato il Vademecum (curato da Antonio Canovi, Alessandro Casellato e Giulia Zitelli Conti) per la realizzazione delle Scuole di storia orale.

Pubblichiamo di seguito il resoconto della giornata a cura di Bianca Pastori e Miriam Tinto

Il 18 gennaio scorso, presso l’Istituto storico Parri di Bologna, si è tenuto un incontro dedicato al bilancio delle Scuole di storia orale organizzate negli ultimi anni e alla condivisione delle proposte da realizzare nel prossimo futuro.

Il presidente Alessandro Casellato, nel suo intervento introduttivo, ha ricordato che le Scuole sono iniziative che AISO organizza in sedi e luoghi diversi sul territorio nazionale, per proporre una formazione pratica e teorica rispetto alla storia orale, con declinazioni che si differenziano di volta in volta.

Tre sono state le tipologie di Scuola realizzate finora:

  • Scuole tematiche associate a specifici ambiti storiografici e collaborazioni;
  • Scuole tecniche incentrate sull’utilizzo delle attrezzature di registrazione e degli strumenti di trascrizione e post-produzione.
  • Scuole di storia orale nel paesaggio, caratterizzate da una didattica itinerante ed esperienziale.

L’esperienza accumulata ha insegnato a progettare le Scuole mirando alla auto-sostenibilità finanziaria di ciascuna di esse e programmando oculatamente entrate e uscite.

Il confronto con le iniziative di formazione dell’Oral History Society (UK) ha fatto emergere ancora meglio il profilo delle Scuole AISO: poco standardizzate, varie nei contenuti e nei programmi, non molto costose per chi vi partecipa, esse sono legate a richieste differenziate e a rapporti che AISO intrattiene con diversi interlocutori. Per questo le Scuole risultano essere sempre “sperimentali”, cioè costruite su misura dei contesti in cui si svolgono; spesso attivano confronti e scambi di esperienze tra docenti, “studenti” e interlocutori locali; rappresentano nella sostanza una forma di mutuo apprendimento e formazione permanente per tutti coloro che ne sono coinvolti. Anche da questo punto vista, dunque, AISO si conferma essere un’associazione culturale che si fonda sulla partecipazione dei soci, non una agenzia che eroga servizi.

Negli ultimi due anni si è assistito a un aumento del numero delle Scuole e, soprattutto, a una crescente richiesta di formazione “dal basso” da parte di gruppi informali e associazioni. AISO ritiene importante continuare a rispondere favorevolmente a queste sollecitazioni, nei limiti delle risorse e delle energie che l’associazione è in grado di mobilitare.

Inoltre, viene osservato che le Scuole, specie quelle che propongono attività laboratoriali, sono luoghi di produzione di materiali ed emersione di pratiche di ricerca. Si ritiene che sarebbe utile che tutti questi spunti nati nelle Scuole fossero formalizzati, conservati, valorizzati e resi fruibili consentendo una disseminazione di buone pratiche.

Gli interventi della mattinata hanno preso in considerazione alcune delle Scuole recentemente organizzate, individuando i loro punti di forza e debolezza.

Scuola di storia orale “Fare Storia nel Paesaggio”, Corleone 28 aprile – 2 maggio 2017.  Organizzata in collaborazione con l’Associazione il Germoglio di Corleone e con l’Istituto Cervi di Reggio Emilia e con il patrocinio dell’Università di Palermo, della Regione Sicilia e dell’ANPI.

Buone pratiche Criticità/spunti
Prima scuola nel paesaggio. Il tema ha dato origine a una serie di ragionamenti interni come la narrazione oral+visual e la capacità del paesaggio di mettere in relazione.  
Utilizzo della geoesplorazione come pratica.  
Creazione di una narrazione partecipata, emersa dal dialogo tra i partecipanti alla scuola (abitanti del luogo e corsisti), che ha superato la lettura stereotipata del paesaggio di Corleone.  
Occasione per essere presenti nel sud Italia.  
  Sbilancio economico per il venir meno di un finanziamento che era stato annunciato.
  L’organizzazione della scuola ha richiesto tempi lunghi e ha comportato sopralluoghi esplorativi e indagini conoscitive (ad es. la realizzazione di alcune interviste preliminari). Questo spunto va tenuto in considerazione se si vuole replicare una scuola con la medesima efficacia.

1ª Scuola di storia orale nel paesaggio del Dragone, Montefiorino e Palagano (Modena), 4-6 agosto 2018. Organizzata con Eutopia rigenerazioni territoriali,  Trame 2.0 e il Movimento dell’erbalonga.

2ª Scuola di storia orale nel paesaggio del Dragone, Montefiorino e Palagano (Modena), 1-4 agosto 2019. Organizzata con Eutopia rigenerazioni territoriali,  Trame 2.0 e il Movimento dell’erbalonga.

Buone pratiche Criticità/spunti
Applicazione delle riflessioni sorte intorno alla modalità di fare scuola nel paesaggio sperimentata a Corleone.  
Utilizzo della geoesplorazione come pratica.  
Grande collaborazione con le associazioni locali.  
Aver garantito momenti anche informali di confronto e conoscenza reciproca tra i partecipanti.  
Realizzazione di un report collettivo che ha lasciato traccia di ciò che è stato fatto durante la Scuola e delle impressioni che ha lasciato ai partecipanti.  

Scuola di storia orale: Il ’68 e la digital oral history, Milano-Sesto San Giovanni, 10-11 ottobre 2018. Organizzata in collaborazione con Fondazione ISEC e BASE Milano in occasione della mostra Un grande numero. Segni immagini parole del 1968 a Milano, nell’ambito del progetto AggiungiPROmemoria con il contributo di Fondazione Cariplo.

Buone pratiche Criticità/spunti
Aver proposto una introduzione di base sulla storia orale (fondamentale per un gruppo di partecipanti eterogeneo che si trova a volte al primo approccio alla storia orale). Migliorare la capacità di tenere insieme l’approfondimento metodologico e l’analisi di casi studio.
Predisposizione e distribuzione di un questionario di valutazione, utile ad inquadrare i partecipanti e le loro provenienze e a tenere traccia dei suggerimenti.  
Aver garantito momenti anche informali di confronto e conoscenza reciproca tra i partecipanti. I partecipanti hanno segnalato attraverso i questionari il desiderio di avere a disposizione più tempo per il confronto libero e per la discussione di casi di studio.
Attivazione di reti di conoscenza/collaborazione preesistenti (come Laboratorio Lapsus, Istituto Statale Sordi di Roma, gruppo della provincia di Sondrio attivo nella raccolta di testimonianze sul ‘68) grazie anche alla collaborazione di un’istituzione come la Fondazione ISEC. Anche questo ha garantito un alto numero di iscrizioni.  
Nascita di progetti “spin off” in seguito alla scuola (in particolare l’idea del Convegno 2020 sulla trascrizione e l’anagrafe dei soci).  

Scuola di storia orale: Narrare la città. Storia orale nel Rione Sanità, Napoli, 17-19 maggio 2019. Organizzata in collaborazione con L’Associazione “Napoli inVita. Persone Idee Opere per lo sviluppo sociale della Città” e il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Napoli Federico II.

Buone pratiche Criticità/spunti
Capacità di attrarre corsisti con diversi livelli di competenza e conoscenza della storia orale. Un segnale di interesse diffuso per la materia. A consuntivo, i partecipanti hanno osservato la mancanza  di una lezione introduttiva sulla “storia orale” per neofiti.
Occasione per essere presenti nel sud Italia.  
Disseminazione: la scuola ha dato il via alla raccolta di testimonianze e memorie del quartiere da parte degli abitanti. Difficoltà nel gestire le interviste collettive (troppi corsisti per una sola persona da intervistare).
Attivazione di reti di conoscenza/collaborazione preesistenti (Dipartimento di scienze sociali  dell’Università di Napoli Federico II, Associazione Napoli inVita), Venire meno della presenza di un relatore, che ha richiesto la riorganizzazione del programma.

Scuola di storia orale nel paesaggio della città: le voci, gli sguardi, gli archivi. 1ª scuola di storia orale nei quartieri di Bologna, Quartiere Pilastro di Bologna, 20-21 settembre 2019. Scuola organizzata in collaborazione con l’Associazione Mastro Pilastro e il Master in Public History dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

Buone pratiche Criticità/spunti
Grande collaborazione con le associazioni che lavorano a stretto contatto con il territorio (Ass. Mastro Pilastro,  Blog del Pilastro, Circolo la Fattoria, Biblioteca Luigi Spina, Istituto storico Parri). Possibilità per gli abitanti del luogo di partecipare gratuitamente come uditori garantita dal patrocinio gratuito del Quartiere San Donato-San Vitale, possibilità dei corsisti di conoscere in maniera non superficiale il tessuto sociale locale.  
Geoesplorazione come pratica di condivisione di saperi e di accesso ai luoghi.  
Nascita di progetti “spin off” in seguito alla scuola (deposito delle interviste in un fondo della biblioteca di quartiere).  
Momenti conviviali previsti da programma.
Scarsità di spazi di confronto e condivisione strutturati tra i partecipanti durante il seminario.

 

  L’organizzazione della scuola ha richiesto tempi lunghi e ha comportato sopralluoghi esplorativi e indagini conoscitive (ad es. la realizzazione di alcune interviste preliminari). Questo spunto va tenuto in considerazione se si vuole replicare una scuola con la medesima efficacia.

La mattinata si è conclusa con una discussione, dalla quale sono emersi altri spunti di riflessione sulle Scuole, che possono essere utili anche in prospettiva futura.

Programmi/finalità delle scuole:

  • le Scuole sono anche un momento di confronto per i membri della comunità che ruota intorno ad AISO. Le Scuole “tematiche” hanno garantito questo confronto in maniera più aperta rispetto a quelle “tecniche”, perché spesso erano costruite a partire dai progetti di ricerca in corso dei membri di AISO.
  • è importante che le Scuole propongano programmi con relatori e approcci disciplinari – sui temi portanti della Scuola – non solo legati alla storia orale.
  • quando si prevedono momenti di intervista collettiva, è bene lavorare in piccoli gruppi di non più di 2/3 persone per intervistato/a.
  • proprio per la varietà di temi e contenuti, è necessario che la comunicazione su ciò che ciascuna Scuola offre a chi si iscrive sia chiara e dettagliata.
  • le Scuole “nel paesaggio” privilegiano la ricerca-azione/studio-pratica; è importante, però, non trascurare la formazione teorica e metodologica, che dovrebbe essere offerta, come modulo base, in tutte le Scuole.

Partecipazione:

  • si ribadisce l’importanza di somministrare i questionari di valutazione al termine della scuola, per avere un quadro degli aspetti positivi e delle criticità emerse.
  • emerge la proposta di raccogliere informazioni su provenienze disciplinari, competenze e interessi dei corsisti prima dell’inizio della Scuola, in modo da riuscire a tarare in maniera più precisa gli interventi sull’uditorio presente.

Restituzione:

  • è fondamentale mantenere vivi i rapporti sia con le associazioni e i gruppi che richiedono una scuola sul loro territorio, sia con le istituzioni che permettono/hanno permesso la loro realizzazione.
  • la disseminazione di buone pratiche potrebbe partire dai resoconti delle Scuole svolte, attraverso forme inedite di cooperazione (ad es. restituendo alcuni dei dialoghi). Le restituzioni potrebbero assumere la forma di sintesi utili ad approfondimenti teorici oppure di offerta di modelli empirici a disposizione di altri.

Nel pomeriggio sono state presentate le proposte delle future Scuole di storia orale.

3ª Scuola di storia orale nel paesaggio del Dragone a Montefiorino, Palagano, Frassinoro (MO).

Scuola di storia orale nel paesaggio del prosecco a Cison di Valmarino (TV).

Scuola di storia orale nel paesaggio del Casentino a Carda (AR).

Scuola di storia orale nel paesaggio della città. 2ª scuola di storia orale nei quartieri di Bologna, quartieri Cirenaica e Bolognina.

Scuola di storia orale sul tema della deportazione a Fossoli (MO), in collaborazione con la Fondazione Fossoli, la Sinagoga di Carpi e il Museo Monumento al Deportato di Carpi.

Scuola di storia orale: Donne, memorie e archivi, Palermo.

Scuola di storia orale sul tema dell’internamento manicomiale, Torino.

Scuola di storia orale e storia urbana a Corviale, Roma.

AVVISO:
La programmazione per il 2020 è destinata a essere modificata sulla base delle misure prese dal Governo italiano in materia di contenimento del contagio e gestione dell’emergenza sanitaria da COVID-19.