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15 Novembre 2018 da AISO
Interventi

Scuola AISO sul ’68 a Milano. Le relazioni di Francesca Socrate e di Marco Lo Cascio

Scuola AISO sul ’68 a Milano. Le relazioni di Francesca Socrate e di Marco Lo Cascio
15 Novembre 2018 da AISO
Interventi

Ogni racconto autobiografico è il risultato della ricerca di un senso da parte di chi narra rispetto al sé di cui narra. Cioè un accordo tra l’“io” dell’intervistato che racconta e l’”io” di cui racconta: senso vuol dire quindi una coerenza tra il passato dell’evento e il presente dell’intervista con gli inevitabili cambiamenti del punto di vista, dell’identità e della soggettività del narratore, e con i paralleli inevitabili cambiamenti del mondo che gli sta intorno.
È un’operazione in larga parte inconsapevole, che si riflette nella costruzione narrativa, in primo luogo. Ma anche nella scelte sintattiche, negli schemi grammaticali, nelle associazioni semantiche. Così come nei lapsus, nei silenzi, nelle dimenticanze, nelle retoriche.
La costruzione narrativa, e tanto più le scelte grammaticali, lessicali e sintattiche prescindono dalle intenzioni e dalla consapevolezza del narratore, e diventano quindi per chi fa storia orale indizi, spie da investigare per interpretare il racconto e rintracciare la soggettività dell’intervistato e i meccanismi della sua costruzione memoriale.
Con quali strumenti?
Narratologia, psicoanalisi, psicologia, lo studio della storia e dei contesti che si sono avvicendati tra il tempo dell’evento e il tempo del racconto, l’intuizione, e la linguistica.

Prosegui la lettura della relazione di Francesca Socrate, La memoria autobiografica del ’68: un’analisi linguistica.

Qui invece puoi leggere l’intervento di di Marco Lo Cascio, Ai margini del ’68: progetto IRSIFAR di raccolta di fonti orali nell’area romana.

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Storia Orale

È la registrazione dei ricordi, delle esperienze e delle opinioni delle persone su ciò che hanno vissuto.

Significa incontrare persone faccia a faccia, dialogare con loro, ascoltare quel che hanno da dire, riflettere e utilizzare criticamente i loro racconti.

Consente di far sentire la voce di individui e gruppi che hanno poco ascolto o che sono ai margini della società.

Offre punti di vista originali e spesso sorprendenti sul passato e sul presente, che sovvertono, contraddicono o integrano le narrative dominanti.

È un’opportunità per salvare racconti, tradizioni orali, lingue e “arti del dire” che sono in continua trasformazione.

In Italia la storia orale ha una ricca tradizione che risale agli anni '50, ma l’Associazione Italiana di Storia Orale (AISO) è impegnata anche in nuovi ambiti come archivi orali e tecnologie digitali, e public history.

 

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