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21 Luglio 2025 da AISO
Highlights, Resoconti

Acqua, sassi e gelsi. Report della prima Scuola a Carpacco

Acqua, sassi e gelsi. Report della prima Scuola a Carpacco
21 Luglio 2025 da AISO
Highlights, Resoconti

Pubblichiamo il report di Angela Zolli sulla prima Scuola di storia orale che si è svolta a Carpacco nel maggio 2025.

Passeggiare lentamente per le vie dei piccoli paesi friulani di tradizione rurale può riservare interessanti sorprese a chi vorrà leggere i segni lasciati dall’uomo nel tempo nel suo rapportarsi all’ambiente circostante, come nel caso di Carpacco, piccolo paese del comune di Dignano situato nell’alta pianura friulana, in corrispondenza del medio corso del Tagliamento. Le case di sassi costruite sulle strade dei borghi storici conservano intatta la memoria del rapporto indissolubile dell’uomo con il Tagliamento. Storicamente Carpacco è un paese agricolo soggetto a una significativa emigrazione determinata dall’insufficienza delle risorse rispetto all’incremento demografico della prima metà del Novecento. Soggetto in passato a processi di spopolamento, attualmente in lieve ripresa demografica, Carpacco nel 2023 contava 1.003 abitanti.

Dalla piazza si accede ancora oggi alla vecchia filanda in cui, in passato, centinaia di donne effettuavano la trattura della seta; il paesaggio agrario conserva tuttora lunghi filari di gelsi a delimitazione dei confini poderali, testimonianza della gelsibachicoltura praticata dai contadini che allevavano il baco da seta alimentandolo con le foglie del gelso.

Filari di gelsi nella pianura friulana.
Paesaggi a Carpacco: filari di gelsi – Foto di Milvia Morocutti.

 

Il festival delle filande

È in tale contesto che, dal 16 al 18 maggio 2025, si è tenuta a Carpacco la quarta edizione del Festival delle Filande, un’iniziativa dedicata alla valorizzazione dell’eredità culturale promossa da Heritage in Friuli-Venezia Giulia, in collaborazione con il Comune di Dignano, l’Associazione Italiana di Storia Orale, il Club per l’Unesco di Udine, con il patrocinio di Italia Nostra Sezione di Udine e il sostegno dei Soci di PrimaCassa, nell’ambito della Setemane de Culture Furlane a cura della Società Filologica Friulana.

Il Festival delle Filande è parte integrante del mandato di Heritage in Friuli-Venezia Giulia, associazione impegnata nella valorizzazione dell’eredità culturale in una società in continuo cambiamento, con pubblicazioni, mostre, manifestazioni culturali e attività formative. In questa quarta edizione è continuato il percorso avviato, volto a promuovere il confronto tra le diverse generazioni con  la presentazione, in particolare, del progetto della mappa di comunità, l’organizzazione della prima Scuola di storia orale a Carpacco e l’uscita di educazione ambientale sul Tagliamento.

Nell’ambito del pre-festival, ogni anno viene organizzato un seminario rivolto a studenti provenienti da scuole o da corsi universitari attinenti ai temi del patrimonio industriale; quest’anno, in particolare, la visita didattica era riservata agli studenti della Laurea Magistrale Erasmus-Mundus in Tecniche Patrimonio Territori dell’Industria, Università degli Studi di Padova. Il seminario ha riguardato l’analisi storica e socioeconomica della filanda di Carpacco, risalente al 1876 e ubicata nella piazza centrale del paese, e la filanda di Dignano, risalente al 1857 e situata in prossimità del fiume Tagliamento. Entrambe furono di proprietà della Società Bernardo & Lorenzo Banfi e subirono importanti interventi di ricostruzione e rinnovamento negli anni Venti del Novecento, in linea con il più ampio processo di modernizzazione delle strutture produttive. Attualmente la filanda di Carpacco è di proprietà privata, mentre la filanda di Dignano è stata acquisita dal relativo Comune.

Venerdì 16 maggio si è tenuta l’apertura ufficiale del festival con la presentazione del progetto della mappa di comunità, a cura di Angela Zolli e Filippo Enna, e la presentazione della Scuola di storia orale a cura di Alessandro Casellato, mentre a Sandro Fabbro è stato affidato il compito di mettere in relazione i temi della rigenerazione territoriale e dell’eredità culturale. Alla fine degli interventi, Amedeo Paulitti ha aperto la filanda ed effettuato una presentazione riguardante le caratteristiche dello stabilimento dall’acquisizione ad oggi; Angela Zolli ha invece trattato la parte storica. All’interno del cortile l’associazione Ago, filo e…compagnia ha allestito una mostra dei ricami realizzati, mentre Milvia Morocutti ha presentato una lettura del testo Il Tiliment di Pauli Nauli, con l’accompagnamento di Luigino Squalizza e Giulio Ciccone che alla fisarmonica hanno eseguito un repertorio tratto dalla tradizione popolare friulana.

Un momento della lettura con accompagnamento musicale.
Festival delle filande: il Tiliment, lettura di Milvia Morocutti, testo di Pauli Nauli, alla fisarmonica Luigino Squalizza e Giulio Ciccone – Foto di Paolo Sartori.

 

La mappa di comunità e la Scuola di storia orale

Sabato 17 maggio ha avuto inizio la Scuola di storia orale con la lezione tenuta da Alessandro Casellato sulla predisposizione all’ascolto e sulla specificità delle fonti orali, intese come fonti dialogiche basate sull’incontro con le persone e sull’ascolto delle loro storie di vita. Una parte della lezione ha riguardato, in particolare, modalità e tecniche di registrazione, protezione e conservazione delle testimonianze, privacy e  liberatoria da fare sottoscrivere agli intervistati. Angela Zolli ha introdotto la mappa di comunità, una rappresentazione della narrazione identitaria effettuata da Heritage in Friuli-Venezia Giulia che ha portato ad identificare i principali elementi permanenti e caratteristici del paese rivierasco: il sistema delle acque, il sistema delle case rurali e il sistema del patrimonio industriale.

Durante il pomeriggio, i partecipanti — studenti, insegnanti e cittadini —, hanno avuto  modo di incontrare gli abitanti del paese per ascoltare e documentare gli elementi distintivi della cultura locale: voci, storie e testimonianze ad elevato rischio di dispersione. 

La restituzione serale effettuata dai partecipanti alla Scuola, a cura di Alessandro Casellato e Angela Zolli, ha evidenziato alcuni aspetti comuni a tutti gli intervistati, quali l’emigrazione, un elemento che ha caratterizzato la vita di gran parte dei carpacchesi, con diverse modalità e durata. Il confronto tra i diversi intervistatori ha consentito di ricostruire alcuni tratti dell’eredità culturale di cui si era alla ricerca e che si sono rivelati attraverso la Scuola, mentre sono emersi detti, antichi mestieri, raccolte di poesie e filastrocche trasmessi oralmente, di generazione in generazione, un prezioso patrimonio che in mancanza di ascolto, documentazione e conservazione, sarebbe destinato a scomparire.

Un momento di geoesplorazione del paesaggio presso la Filanda Banfi di Dignano.
Festival delle filande: visita della filanda di Carpacco – Foto di Paolo Sartori.

 

La passeggiata sul Tagliamento

Il festival si è chiuso il 18 maggio con una camminata di educazione ambientale lungo il Tagliamento e la roggia di Carpacco-Codroipo, sotto la guida di Maurizio Guzzinati che ha trattato i temi riguardanti la naturalità del fiume, la biodiversità, flora e fauna, il sito natura 2000, mentre Amelio Orlando ha trattato il tema dei mulini lungo la roggia nel XIX-XX secolo.

Scorcio del Tagliamento.
Paesaggi a Carpacco: il Tagliamento – Foto di Milvia Morocutti.

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Storia Orale

È la registrazione dei ricordi, delle esperienze e delle opinioni delle persone su ciò che hanno vissuto.

Significa incontrare persone faccia a faccia, dialogare con loro, ascoltare quel che hanno da dire, riflettere e utilizzare criticamente i loro racconti.

Consente di far sentire la voce di individui e gruppi che hanno poco ascolto o che sono ai margini della società.

Offre punti di vista originali e spesso sorprendenti sul passato e sul presente, che sovvertono, contraddicono o integrano le narrative dominanti.

È un’opportunità per salvare racconti, tradizioni orali, lingue e “arti del dire” che sono in continua trasformazione.

In Italia la storia orale ha una ricca tradizione che risale agli anni '50, ma l’Associazione Italiana di Storia Orale (AISO) è impegnata anche in nuovi ambiti come archivi orali e tecnologie digitali, e public history.

 

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