Pubblichiamo la relazione di Antonio Canovi, presidente uscente di AISO, e Giulia Zitelli Conti, vicepresidente uscente di AISO, al termine dei loro due mandati, all’assemblea annuale dei soci e delle socie che si è tenuta a Modena l’11 maggio 2025 nella sede dell’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea in provincia di Modena.
****
Illustra la relazione Antonio Canovi, presidente uscente
È la prima volta che svolgiamo l’assemblea a Modena, contestualmente al trasferimento della sede legale, ringraziamo di questa ospitalità l’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea in provincia di Modena e il Comune.
Questa mattina abbiamo cominciato, secondo tradizione, con un seminario a tema: l’editoria variamente implicata con la storia orale. Come hanno mostrato le relazioni, di storia orale si continua a scrivere e le storie con le memorie interrogano significativamente la storiografia e le scienze umane.
Ora, siamo alla terza, partecipata assemblea in sei mesi e la prima considerazione è che sul piano democratico AISO sta bene di salute. Non è un dettaglio, di questi tempi.
Questa frequentazione intensa ci semplifica, come Presidenza, il compito: sarà una relazione breve che conclude l’attuale presidenza e prelude ad un grande dibattito.
L’obiettivo di mandato era di arrivare alla Aps e ce l’abbiamo fatta: questa è la prima Assemblea del nuovo corso, dovevamo farla per legge in primavera e questo ne spiega anche l’urgenza, a ritrovarci qui in una bella domenica di maggio quando eravamo abituati ai sabati novembrini.
In tale contesto, presentiamo il consuntivo del 2024 insieme al preventivo del 2025. Per aver assolto questo compito ringraziamo il tesoriere Daniele Valisena, il quale ci invia anche un saluto da Oakland dove ora risiede.
La vicepresidente Giulia Zitelli Conti da seguito alla lettura dei bilanci e alla proposta di approvazione.
Aps significa adeguamento statutario – l’abbiamo votato il 31 gennaio -, normativa più stringente, ma anche molte opportunità in più in tema di partecipazione ai bandi, collaborazione con partner associativi e istituzionali, convenzioni con enti culturali e università, rilascio di crediti formativi.
Siamo tuttora in una fase di “lavori in corso”, su questo aspetto ci aggiornerà nel corso dell’Assemblea Matteo Bazzi, incaricato dal Direttivo uscente ad occuparsi della segreteria; nel suo intervento ci aggiornerà inoltre sul versante delle Convenzioni attualmente in essere e in via di attivazione.
Direttivo e Tavoli – tematici, di rappresentanza e in proposta. Attualmente abbiamo realizzato la seguente integrazione ecosistemica: ogni socio che siede in Direttivo è contestualmente animatore di un Tavolo tematico, non da solo si badi bene, ma insieme ad un socio che lo affianca per sua specifica motivazione e competenze.
Tavoli Tematici attivati formalmente:
- Scuole di storia orale e formazione/condotto sino all’inizio dell’anno da Giulia Zitelli Conti e Laura Longo, se oggi confermano la disponibilità verranno avvicendate da Gloria Nemec e Chiara Spadaro;
- Didattica della storia orale/condotto da Emilia Morelli e Claudia Villani;
- Archivi e Biblioteche/condotto da Hilde Merini e Alessandra Mossa, ci diranno oggi della loro disponibilità a continuare;
- Comunicazione – Redazione/condotto da Chiara Paris e Alice Mandracci, attendiamo pure per loro conferma della disponibilità;
- Storiografia, public history e reti internazionali di oral history/condotto da Davide Tabor e Antonio Canovi, aggiorneranno come sopra la situazione.
Tavoli di rappresentanza attivati:
- Tavolo permanente per le fonti orali – delegato Giovanni Pietrangeli;
- Tavolo paritetico Sissco – coordina per AISO Davide Tabor.
Tavoli in proposta:
- Sulla proprietà intellettuale – ne riferirà Giovanni Contini;
- Podcast-Audio documentario
Formazione. Lo si scriveva già nell’Assemblea di Torino del 2023: la vivacità di AISO è commisurabile alla “messe delle interazioni scientifiche, culturali e associative” che ci pervengono e interrogano. In tal senso, siamo un ecosistema, ovvero un ambiente dinamico e interattivo che viene implicato – a seconda delle circostanze – lungo l’intera filiera di produzione, trattamento, salvaguardia, archiviazione, trasmissione, restituzione delle fonti orali. Come attrezzarci? Ci sono due aspetti complementari: moltiplicare le soglie di accesso alla Aps, quindi, non soltanto soci specialisti e soci provenienti da qualsivoglia contesto, soprattutto dalla provincia italiana; qualificare la nostra capacità di risposta ai bisogni, lungo ogni aspetto della filiera, e per fare ciò occorre innovare sulla formazione dei soci.
Si è lavorato in questi mesi ad una proposta articolata di “Scuola per formatrici e formatori di storia orale”, nazionale e itinerante, con titolo: Affioramenti: la filiera generativa della storia orale. Si mette in allegato e ne riferisce Antonio.
Editoria. Gli elementi conoscitivi attuali sono stati forniti dal Seminario del mattino. Ci sono in particolare due profili che meritano una discussione approfondita:
- Il volume “A memoria futura”, cui è collegata l’attività di Casa Sanità;
- La casa editrice Editpress, con l’ultimo volume della collana sostenuto dalla prima edizione del premio per ricerche inedite assegnato a Zoe Battagliarin. Auspichiamo che il nuovo direttivo intenda replicare questa prima esperienza.
Presenta il saluto Giulia Zitelli Conti, vicepresidente uscente
Siamo alla fine di un mandato quadriennale intenso, a tratti faticoso, ma soprattutto alla conclusione di un’esperienza bella che ci ha permesso di fare una delle cose che più ci appassionano nella vita con persone che condividono questa passione. Proviamo a farne un piccolo bilancio.
La ricchezza di AISO risiede nelle persone che volontariamente scelgono di far parte di questa comunità umana e scientifica e che vi dedicato tempo, pensiero e lavoro, con grande generosità. Con questa consapevolezza abbiamo cercato, come presidenza e direttivo, di creare nuovi luoghi di coinvolgimento dei soci e delle socie, spazi aperti di discussione scientifica, messa in comune di pratiche ed esperienze, confronto di professionalità. Così sono nati i tavoli AISO, di cui abbiamo già parlato.
La storia orale con i territori. Questo è stato un altro snodo di impegno importante, non nuovo certo ma sul quale abbiamo investito costantemente energie legando le attività di AISO alla formazione – le scuole di storia orale nel paesaggio rimangono in questo senso il nostro strumento e volano principale -, abbiamo coltivato esperienze di didattica e progetti di PH, intessendo nuove relazioni e rinsaldando vecchie amicizie con associazioni locali dalla Puglia (grazie a Claudia Villani), all’Alto Adige (con la complicità di Patrick Urru), alla Sardegna dove a partire dalla semina svolta da Laura Longo abbiamo intrecciato nella scuola di Ludica un confronto serrato con la public history.
Sul piano della discussione scientifica, AISO ha promosso e co-organizzato in questi anni alcuni importanti incontri. Ne ricordiamo in particolare quattro: i due seminari per una geostoria della storia orale italiana, svolti in concomitanza delle assemblee nazionali di Torino e Roma (che, nel caso torinese, ha anche generato un progetto editoriale in corso); e i due convegni del 2025 Restituire la ricerca con le fonti orali. Una pratica di reciprocità?, organizzato in collaborazione con l’Istituto Ernesto de Martino, grazie all’impegno di Stefano Bartolini e Chiara Spadaro, e Voci liberate. Fonti orali e storia della Resistenza, organizzato in collaborazione con l’Istituto Parri e l’Università di Padova-Casrec. Il convegno si è concluso ieri e ha visto come soci AISO promotori e organizzatori Alessandro Casellato e Bruno Bonomo. L’esperienza è fresca e andrà discussa e rielaborata, ma sono stati indubbiamente giorni importanti ed innovativi, durante i quali si è cercato di rispondere almeno a tre interrogativi: quale rapporto esiste tra le ricerche che fanno uso di fonti orali e la storiografia più generale; come si possono riusare interviste prodotte da altri; come mettere in relazione gli usi creativi di archivi orali e la storia pubblica.
Per quanto concerne la “dimensione accademica”, le convenzioni poc’anzi richiamate, stipulate con numerosi dipartimenti e fortemente volute da Antonio, hanno la forma di accordi formali, ma sono le pietre angolari sulle quali poter costruire programmi di ricerca, seminari, progetti di terza missione, didattica.
A conclusione del nostro mandato, tre aspetti ci sembrano ancora deboli:
- Università. Che conoscenza abbiamo dei corsi di insegnamento della storia orale in Italia oggi? Poca. In che modo la storia orale viene praticata nelle università, di quali temi storiografici si interessano ricercatori, docenti, dottorandi e laureandi? Lanciamo allora due proposte per il nuovo direttivo: un censimento dei corsi di insegnamento di storia orale e la costruzione di un seminario dottorandi espressamente dedicato alla storia orale.
- Dimensione internazionale, un “tallone d’Achille” per AISO da diverso tempo. Il Tavolo sulla storiografia e la public history appena costituito dovrà prendersi in carico di proiettare l’associazione e la storia orale italiana nel mondo.
- AISO gode di un patrimonio di relazioni con istituti, archivi e biblioteche, fondazioni ed enti di ricerca, riviste, di cui si prendono cura “a grappoli” gruppi di soci, ma queste relazioni andrebbero meglio socializzate, discusse, patrimonializzate.
AISO è fatta di tante anime, come la storia orale stessa. Forse il compito principale della presidenza e del direttivo è tenere insieme queste diversi attitudini, valorizzarle, mantenerle in costante relazione.
Vogliamo concludere con alcuni ringraziamenti alle persone che si sono succedute in questi quattro anni alla segreteria di AISO, Hilde Merini, Luca Santangelo, Matteo Bazzi; a Roberto Labanti che ha curato con precisione la tesoreria di AISO per il primo mandato e a Daniele Valisena, che senza averne precedente esperienza, si è cimentato in questo delicato compito negli ultimi due anni, sfidando anche la distanza oceanica che ora ci separa.
Ringraziamo le socie e i soci che hanno fatto parte del direttivo AISO in questi anni e la redazione del sito www.aisoitalia.org, oggi coordinata splendidamente da Alice Mandracci che ha da poco preso il testimone passatole da Chiara Paris ed Enrico Ruffino.
Ringraziamo i presidenti passati per il sostegno, la fiducia ma anche, in alcuni frangenti, per non averci fatto mancare critiche. Mettersi collettivamente e personalmente in discussione è sempre una buona pratica.
Un auspicio per AISO e le elezioni che tra poco ci apprestiamo a fare: dopo tre presidenti uomini, confidiamo che il direttivo trovi disponibilità in una donna. Ci rassicura sapere che in un momento di grande rinnovo, tre persone dell’attuale direttivo abbiamo dato disponibilità per un secondo mandato.
In ultimo, permettetemi un personale ringraziamento ad Antonio Canovi ed Alessandro Casellato che mi hanno traghettato dentro questa associazione e che mi hanno dato fiducia – spero non troppo malriposta – come segretaria prima e vicepresidente poi.
Modena, 11 maggio 2025
Antonio Canovi e Giulia Zitelli Conti
